Nutella copia Coca-Cola (che copia Fendi che copia Apple che copia Nike che copia tutti i negozianti di gadget del mondo) e adesso tutti vogliono il proprio nome sui prodotti che acquistano. Ennesima moda o l’inizio di una nuova era del consumo? 

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Da bambino non amavo il mio nome di origine germanica per un preciso motivo.

Per quanto mi sforzassi di credere che il piccolo “ARMANDO (‘hari’ = esercito o ‘hart’ = ardito; ‘man’ = uomo)” da grande sarebbe diventato  un “Uomo ardito“, “forte“, “uomo d’armi“, perché scritto a chiare lettere nel mio destino, finivo sempre per scontrarmi con una dura realtà della mia infanzia: non riuscivo mai a trovare un gadget con il mio nome.

E posto che i miei amici, sfoggiavano il loro con estrema nonchalance su TUTTO, dagli adesivi ai cappellini, dai braccialetti alle targhette passando per i poster, non mi rimase che indossare una vecchia maglia di un cugino con il mio stesso nome, tutta scolorita e più grande di almeno tre taglie, su cui si intravedeva ancora la scritta “ARMAND”. Capite? Quasi la perfezione!!!!

Oggi che sono un adulto, e ho “superato” i traumi infantili con un netto rifiuto ad apporre il mio nome anche laddove serva, i più grandi colossi commerciali del mondo inaugurano la nuova era della vendita e rilanciano la mania della personalizzazione di ogni prodotto possibile.

(In Italia) Tutto è cominciato con la Campagna di de-branding “Condividi una coca cola“, una semplice sostituzione del marchio Coca-Cola nel logo con 150 tra nomi, aggettivi e soprannomi più diffusi. Obbiettivo: spingere le persone a fotografare i prodotti con il loro nome e condividere immagini tramite smart phone o regalare la bottiglia col nome di un parente o di un amico. Il successo dell’iniziativa “pilotata” soprattutto sui social è stato (nemmeno a dirlo) incredibile: sulla pagina Facebook il traffico ha registrato un +870%.

La Nutella ha rilanciato (o a detta di molti ha spudoratamente copiato la Coca-cola) con la Campagna “Nutella sei tu” permettendo a tutti di richiedere online o trovare al supermercato un’etichetta personalizzata con il proprio nome da apporre sul barattolo, e recentemente anche di avere una tazza da colazione “nominata”. Risultato: boom di richieste sul sito della Ferrero.

Da notare le affinità nelle strategie di comunicazione e soprattutto i tanti elementi comuni presenti negli spot utilizzati dai due brand planetari.

Dal messaggio ottimistico “non sei un numero”.

Alla rassicurazione/consacrazione che il tuo “ordinario” è davvero “straordinario” (purché la giornata inizi o finisca consumando Nutella o acquistando Coca-Cola).

Troppo riduttivo pensare alle menti dietro l’iniziativa come bambini frustrati dai nomi poco comuni che diventati adulti si prendono la loro rivincita inondando il mercato di prodotti personalizzati.

Le strategie di Nutella e Coca-cola si possono inserire, invece, nella nuova tendenza ad eliminare il marchio dal logo per “lasciare spazio al cliente” sposata dai più grandi brand del mondo.

McDonald’s in Francia con foto di prodotti senza logo né testo…

 ..che sembrano chiamarti per nome.

Starbucks regalando un latte macchiato a chi scrive il proprio nome sulla tazza di cartone.

Apple con la personalizzazione dell’iPod e degli altri device.

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Aspettiamoci, quindi, un numero sempre maggiore di prodotti personalizzabili perché la nuova era del consumo è appena iniziata e non è difficile ipotizzare che tra pochi anni ogni “cosa” avrà un nome di persona.

Un paio di controindicazioni le vedo già oggi:

  1. siamo sicuri che in quelle mattine in cui la tua autostima è sotto i piedi e non vuoi neanche guardarti allo specchio, la Nutella col tuo nome riuscirà ancora ad addolcirti la giornata?
  2. ma quanti problemi creerà il passaggio di proprietà di questa auto (ammesso che si trovi un altro acquirente)?

car tuning jesus name

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